Arturo Parisi: “Guai se la bocciatura della domanda di 1.200.000 cittadini dovesse apparire decisa solo per non disturbare i buoni rapporti tra i partiti, per motivi di opportunita’ occasionale dipendenti dalla congiuntura politica” (6 gennaio 2012)

REFERENDUM: PARISI, OPPORTUNA SMENTITA DELLA CORTE.GUAI SE LA SENTENZA DOVESSE APPARIRE UNA SENTENZA POLITICA

Non si puo’ non apprezzare la nota della Corte Costituzionale che “smentisce categoricamente” come “fantasiose illazioni” le “presunte dichiarazioni di membri della Corte sulla ammissibilita’ dei quesiti referendari”. Anche a causa del ritardo della smentita, non e’ facile tuttavia dissipare l’idea affermatasi sull’esito e ancor piu’ sulla motivazione politica di una sentenza scritta prima del suo tempo.Lo sconcerto per l’annuncio della bocciatura del Referendum, e la sua spiegazione politica, ieri anticipata dal Corriere della Sera e da Repubblica, e ripresa oggi da tutti i giornali, e’ stato infatti oggi rafforzato dalle informazioni riferite dalla Stampa e dal Sole24ore su ulteriori elementi presenti nella sentenza di rigetto del Referendum. Cosi’ come sulla Stampa Sorgi si dice “sicuro che (comunque) la Corte si esprimera’ sul Porcellum mettendone in risalto i numerosi punti controversi”, egualmente Il Sole24ore assicura che comunque “nelle motivazioni della sentenza sara’ scritta la raccomandazione al Parlamento di riparare quanto prima il “vulnus” che l’attuale legge infligge al popolo sovrano”. Non basta quindi purtroppo una nota a dissipare l’idea dell’esistenza di un unico disegno che collega la annunciata bocciatura del Referendum, l’invito al Parlamento ad intervenire, e la conferma di un accordo tra i partiti al riguardo, e il sospetto che la imminente sentenza sarebbe guidata da una ispirazione sostanzialmente politica.

E’ per questo che voglio rinnovare il rifiuto di questa lettura, ieri condiviso col professor Morrone, e rinnovare la fiducia che la Corte Costituzionale riuscira’ a rendere manifesto che la sua decisione e’ fondata su argomentazioni strettamente giuridiche e guidata da valutazioni di ordine rigorosamente costituzionale.

Guai se la bocciatura della domanda di 1.200.000 cittadini dovesse apparire decisa solo per non disturbare i buoni rapporti tra i partiti, per motivi di opportunita’ occasionale dipendenti dalla congiuntura politica. Sulle intenzioni anche nobili che fossero all’origine del disegno politico, e’ bene che prevalga la preoccupazione per il rispetto e l’equilibrio tra le distinte istituzioni.